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Riflessioni

Visto che in tempo di ponte del primo Novembre le attività di protesta dell’università sono ferme (tutti noi ci godiamo un po’ di ferie), scrivo una riflessione nata dalla discussione tra Francesca, Sauro e Stefano.

C’era una volta un uomo. Un uomo di nome Piero Calamandrei (per approfondimenti consultate Wikipedia ) che nel 1950, al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma, fece un discorso che mai come ora sembra attuale:

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in  alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perf ino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare  le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la  prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”

Le similitudini con ciò che sta accadendo in questo mese sono dir poco disarmanti. Soprattutto in vista dell’emendamento che il deputato del pdl Alessandro Pagano vuole presentare per sbloccare 133 milioni di euro per la scuola paritaria. Noi, sinceramente, siamo spesso senza parole di fronte alle sconcertanti decisioni del nostro Governo, ma in questo momento l’unica cosa che ci viene da fare è abbassare lo sguardo guardando le spoglie dell’agonizzate istruzione pubblica.

Prima lo zuccherino e poi..

Prima le belle notizie.

Il governo ha congelato le operazioni per l’attuazione della legge 133. Pare che le proteste di questi giorni abbiano impensierito, e non di poco, Silvio Berlusconi, il quale ha dichiarato “Non si può insistere subito sullo stesso punto” e “Il clima è troppo acceso. Adesso dobbiamo andare avanti con un po’ più di calma”. 

Ricordo che la legge c’è ancora, è solo il processo che è fermo. Dobbiamo percui continuare la protesta come e più di prima!

fonte: Repubblica.it

 

Ora le brutte notizie.

Sembra quasi che abbiano fatto questa cosa di nascosto. Una sorta di raggiro a mio parere. Sul Corriere.it è spuntata questa bella notizia. A Roma hanno deciso di presentare un emendamento alla finanziaria che sblocca 133 milioni di euro per la scuola paritaria. Alcuni di noi non si stupiscono più di nulla, me compreso, ma questo emendamento è a dir poco assurdo. Ringraziamo tutti quanti il deputato del pdl Alessandro Pagano.

fonte: Corriere.it